Vai al contenuto

Say no cap

  • di

SU.PR.EME 2 – LOTTO 7 AVELLINO E BENEVENTO E RISPETTIVE PROVINCE


SAY NO CAP! è un progetto promosso dal Consorzio di cooperative sociali Percorsi, in partenariato con numerosi enti del Terzo Settore attivi – Intra Cooperativa Sociale Onlus, Arci Avellino APS, ARCI Benevento APS, Don Tonino Bello APS, Projenia Cooperativa sociale, Innova ETS, La Radice di Coira Società Cooperativa Sociale, Kosmopolis APS – nei territori di Avellino e Benevento. Si tratta di un intervento complesso, realizzato nell’ambito del programma SU.PR.EME. 2 – Lotto 7 e cofinanziato dai fondi FAMI e FSE+, che si pone l’obiettivo di prevenire e contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo nei contesti agricoli e rurali del territorio campano. Il progetto si svilupperà lungo un arco temporale di 38 mesi, da maggio 2025 a luglio 2028.


Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla tutela e valorizzazione della dignità dei cittadini di Paesi terzi, regolarmente soggiornanti in Italia, che vivono situazioni di forte vulnerabilità. In particolare, l’azione è rivolta a lavoratori e lavoratrici migranti impiegati nel settore agricolo, spesso esposti a condizioni di sfruttamento, marginalizzazione e isolamento. Attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, il progetto mira a favorire l’emersione delle vittime di sfruttamento, offrendo loro percorsi personalizzati di assistenza, orientamento e integrazione.


L’intercettazione sul campo avverrà grazie a una strategia di prossimità, che prevede l’utilizzo di uno sportello mobile (UNITA’ NEMO) e, successivamente, di un camper itinerante che opererà nei luoghi di raccolta informale dei braccianti, garantendo un primo contatto diretto, discreto e rispettoso. Gli utenti intercettati saranno accompagnati verso i due poli territoriali fissi, attivi ad Avellino e Benevento, che fungeranno da hub per la presa in carico sociale, legale, sanitaria e lavorativa. All’interno di questi spazi opereranno equipe multidisciplinari in grado di offrire consulenza legale contro lo sfruttamento, supporto abitativo, orientamento al lavoro e tutoraggio individuale. Il progetto prevede anche attivazione di due alloggi temporanei in co-housing, uno per provincia, e l’erogazione di contributi economici a sostegno dell’abitare, per rispondere in modo concreto all’emergenza abitativa che colpisce i migranti più vulnerabili.


Parallelamente, verranno attivate due linee gratuite di trasporto stagionale, pensate per facilitare la mobilità quotidiana dei lavoratori migranti tra le aree rurali e i luoghi di lavoro, in contesti caratterizzati da un forte deficit infrastrutturale. A bordo dei mezzi saranno presenti operatori sociali e mediatori culturali, che svolgeranno anche una funzione di ascolto e orientamento.

Il progetto intende inoltre rafforzare le opportunità di inserimento lavorativo attraverso servizi di matching tra domanda e offerta, incontri con aziende locali, job days, tirocini e percorsi formativi sul campo. Particolare attenzione sarà riservata alla promozione di imprese etiche e inclusive, attraverso l’attivazione di uno sportello dedicato alle aziende e la diffusione di buone prassi in materia di responsabilità sociale, diversity, equity e inclusion.


Tutti i servizi saranno supportati da un sistema stabile di mediazione linguistico-culturale, che garantirà la comunicazione efficace tra migranti, operatori e istituzioni. Inoltre, saranno attivate azioni specifiche a sostegno delle donne migranti vittime di tratta e sfruttamento, con il coinvolgimento di professionisti esperti in empowerment femminile e contrasto alla violenza di genere.


Un ruolo centrale sarà svolto dalla comunicazione e sensibilizzazione territoriale: il progetto prevede la realizzazione di campagne multilingue, materiali informativi, eventi pubblici, contenuti multimediali e un’APP digitale per favorire l’accesso ai servizi. La narrazione del progetto sarà affidata anche ai migranti stessi, protagonisti attivi del cambiamento. Infine, tutto il percorso sarà accompagnato da un robusto sistema di monitoraggio e valutazione d’impatto, che misurerà in modo qualitativo e quantitativo i benefici generati per i destinatari diretti e per il territorio. La collaborazione con reti istituzionali e strumenti nazionali già attivi, come l’Help Desk Nazionale Anti caporalato, contribuirà a consolidare l’efficacia dell’intervento e la sua replicabilità futura.


SAY NO CAP! non si limita quindi ad agire sull’emergenza, ma intende costruire un modello territoriale di inclusione fondato sulla legalità, la cooperazione tra attori locali e la valorizzazione delle persone migranti come soggetti attivi di diritti, autonomia e partecipazione.